ABOUT ME

Psicoterapeuta, ho scritto molti articoli e un libro , mi dedico allo studio dei rapporti arte/psiche.

Studi artistici
Pianoforte-Conservatorio di Alessandria
Danza classica ( Susanna Egri e Carla Perrotti, Teatro Regio di Torino e Teatro Erba di Torino)
e moderna Certificato di Decimo anno ( metodo classico e metodo Graham )
Linguaggio corporeo e applicazione delle psicoterapie a focalizzazione corporea (Diploma biennale di Specializzazione).
Accademia di Belle Arti di Bologna

Lavoro in ambito artistico
Consulente in campo artistico e grafico pubblicitario.
Docente di Arte e Psicologia, presso “ Il Mestiere delle arti” , Corso di Alta formazione artistica, promosso dal Ministero della Pubblica Istruzione.
Premio Porticato Gaetano ( pittura)

Iscritta all’Ordine Nazionale dei Giornalisti
Socia Onoraria “Camera Europea degli Arbitri stragiudiziali e dei Periti esperti”- “Esperto d’Europa in Psicosomatica”

Docenze
Docente di Psicologia Direzione Generale Formazione USSL Torino
Docente e coordinatrice -Società Italiana di Medicina Psicosomatica
Docente e consulente per Riza Psicosomatica dal 1986 al 1992 .
Docente di Arte e Psicologia, presso “ Il Mestiere delle arti” , Corso di Alta formazione artistica, promosso dal Ministero della Pubblica Istruzione.

Marketin e Pubblicità, Selezione e Formazione
Fiat Auto SpA, Torino, Direzione del personale;
Distriborg Italia, Milano.
Artime, Milano
Bijorg (Prodotti Biologici),.
“Riza Psicosomatica”,
Tecniche ed.Riza, Direttore Gianpaolo Lai.-

Pubblicazioni e rubriche
“Controcampo”
“Artime” “No Limits World” (Psicologia dell’estremo)
Gruppo Futura dal 1998 al 2000
dal 1998 “Viver sani” dal 1987 al 1996 “Salute e Prevenzione” dal 1987 al 1996. “Guida alla salute Medica”, ed.Fabbri, sezione Psicologia.Il Corriere, Repubblica, Il Giornale, La Gazzetta dello sport, Controcampo,Class, Monsieur, Grazia, Oggi, Anna, Amica, Gioia, MarieClaire, Vanity Fair, Gioia…

In radio
Radio Rai.
Radio 24 Rubrica fissa in diretta ”Il bello della vita”
Radio Svizzera Italiana.
Radio Dimensione Suono

Televisione
Più TV volte ospite in qualità di specialista presso la RAI, Mediaset, La7 ( e alcune emittenti private e fra cui Mediolanum Channel)
Rai 1 “Uno mattina”
Rete 4 “Il bello della vita”
Canale 5 “M. Costanzo Show”
La 7 , ospite di Fabio Volo

PERCHE' PERCOME PERORA
Visualizzazione post con etichetta psicoanalisi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta psicoanalisi. Mostra tutti i post

Arteterapia e arte-psicoterapia di Silvana Dallera

Secondo alcuni Artepsicoterapeuti, e secondo l’opinione di Roberto Pasanisi che da anni si occupa di questoapproccio, l’arteterapia si è finora sviluppata sulla base di tre modelli incompiuti: come una tecnica essenzialmente riabilitativa o di sostegno rivolta principalmente agli psicotici od a minorati, fisici o psichici che fossero, intesa a ridurre le minorazioni psicofisiche ed a migliorare le capacità relazionali edi socializzazione dell’individuo affetto da una patologie più che nevrotiche; come una sorta di laboratorio di pittura e scultura, attento a cogliere (ed eventualmente ad esprimere) le emozioni connesse alla pratica artistica; o infine come una psicoterapia che si avvaleva delle arti figurative a livello essenzialmente strumentale e secondario nell’ambito di una tecnica più vasta ed articolata, specialmente psichiatrica.
Essa è stata praticata non soltanto da psicoterapeuti, ma, dure critiche sono state mosse a questo proposito, da esperti dei più svariati campi, musicisti, artisti, scrittori, drammaturghi, maestri di scuola, insomma sulla base delle competenze più svariate, restando al di qua o andando al di là della Artepsicoterapia, praticata da uno psicoterapeuta, o meglio ancora da uno psicoterapeuta specialista in Artepsicoterapia.
Essa è stata sostanzialmente priva sia di un impianto teorico compiutamente definito che la legittimasse scientificamente in maniera univoca e soprattutto autonoma, sia di una qualsivoglia istituzionalizzazione che ne precisasse i compiti e gli obiettivi, ne chiarisse le caratteristiche precipue (anche contrastivamente rispetto alle altre scuole psicoterapeutiche) e ne stabilisse i limiti, fissando nel contempo una deontologia professionale.
Molti oggi sono infatti le scuole ed i corsi di scrittura creativa, i laboratori
di pittura e scultura a fini terapeutici o riabilitativi, ed altre iniziative simili; come pure gli psicologi, gli psicoterapeuti e gli psichiatri che adoperano l’arte in forma per così dire ‘ancillare’, ideata come una tecnica fra le altre nell’ambito di una teoria e di una prassi diverse, che nulla hanno a che vedere con l’Artepsicoterapia.
Alcuni psicoterapeuti intendono l’Artepsicoterapia come una teoria ed una prassi psicoterapeutica a tutti gli effetti ed autonoma, sviluppando questa disciplina come una scuola di psicoterapia tout court, curata non da scrittori o pittori o scultori o da psicologi di altre scuole di specializzazione, ma da specialisti in questo particolare tipo di psicoterapia con peculiari fondamenti teoretici e pratici. I soliti problemi dei baroni …( non mi riferisco a Pasanisi ovviamente)
Il problema attuale sta nella mancanza di un Albo degli Arteterapeuti, che i giovani artisti interessati e non,
secondo me, dovrebbero sollecitare…
L’Artepsicoterapia, intesa come una nuova scuola psicoterapeutica è contrassegnata da tre caratteristiche
fondamentali specifiche:
1) l'uso dell'arte e delle sue tecniche come strumento terapeutico;
2) l'approccio integrato, ove opportuno, con il training autogeno (TA) nella sua formulazione classica;
3) la costituzione eclettica, che le permette di attingere, sia sul piano teorico che su quello propriamente terapeutico, a diverse altre scuole, segnatamente alla Psicoanalisi, alla Psicologia analitica, alla Psicologia della Gestalt ed all'Analisi Transazionale (AT). Ne consegue come rilevante corollario che l'Artepsicoterapia cosi intesa si configura fra le cosiddette 'psicologie del profondo' e che integra 'tecniche analitiche' con 'tecniche esperienziali'.
Il presupposto principale dal quale partiamo per considerare l'A. non come una psicoterapia rieducativa, con una valenza essenzialmente sociale e di recupero, ma come una analisi del profondo, una 'psicoterapia ricostruttiva di tipo psicodinamico' è, in primo luogo, la teoria elaborata da Freud riguardo alla funzione dell'artista. Per il neurologo viennese la funzione fondamentale dell'arte è quella di mettere l'individuo in comunicazione con il suo Inconscio e di consentirgli di gustarne le fantasie senza rimprovero e senza vergogna, liberando profonde tensioni della psiche. L'arte quindi per Freud rappresenta uno dei mezzi più adeguati per tollerare l'esistenza; come una sfera posta tra Eros e Thanatos, rappresentante una soddisfazione del desiderio sostitutiva, non ossessiva né‚ nevrotica: una sorta di passaggio, di via regia verso l'inconscio, come il sogno; ma, a differenza del sogno, più organicamente e compiutamente creativa. Ricordandoci che tutti condividiamo gli stessi meccanismi psichici, sia conflitti che angosce, è possibile stabilire una continuità tra il fruitore e l'artista, rendendo così reale la comunicazione, anche se difficile e fluttuante nelle sue misteriose e fantasmagoriche valenze simboliche e sovra temporali. In questo senso si comprende come l'approccio psicoterapeutico ricostruttivo, e in particolare quello psicoanalitico, rappresenti uno degli strumenti più validi. Grazie proprio a questi presupposti teorici è possibile costituire dei gruppi di lavoro in cui ognuno esprima la personale creatività per conoscere meglio il proprio mondo inconscio e per cercare, conoscere ed interpretare, con l'aiuto dell’ artepsicoterapeuta, le proprie problematiche.

La prassi nell’ Artepsicoterapia
Nella prassi si alternano a 'sedute monotematiche' 'sedute a tema libero: nella prime il 'soggetto tematico' viene proposto dal terapeuta, con l'approvazione del gruppo; nelle sedute a tema libero il 'soggetto' è scelto liberamente dai componenti del gruppo. All'interno di ogni seduta vengono distinte tre fasi: la prima è quella 'creativa', in cui i componenti del gruppo devono creare l'opera nella massima libertà; la seconda fase è 'interpretativa', in cui il gruppo interpreta le opere creative dei singoli componenti del gruppo con la supervisione del terapeuta ed, eventualmente, del coterapeuta; la terza fase è quella 'analitica', in cui si analizzano le dinamiche che si innescano all'interno del gruppo attenendosi ai criteri della psicoterapia analitica di gruppo e delle psicoterapie esperienziali (la Gestalt e lo Psicodramma segnatamente).
L'ART è indicata elettivamente per individui che soffrono per disturbi ansiogeni piuttosto che per la riabilitazione e l'inserimento nel gruppo di minorati: l'inserimento nel gruppo è normalmente preceduto da reattivi di tipo proiettivo, e alla fine si confrontato poi i reattivi d'ingresso e i reattivi finali. Dall'esperienza sul campo, risulta che nel 60 per cento circa dei casi si produce un miglioramento complessivo dell'equilibrio psicofisico ed in particolare una maggiore capacità di socializzazione, maggiore fiducia in se stessi e un consolidamento dell'Io, accertato attraverso reattivi e questionari. Il 40 per cento circa dei casi non riscontra significativi cambiamenti, in alcuni casi per la presenza di problematiche latenti di tipo psicotico o per mancanza di motivazioni adeguate.
Le 'tecniche fondamentali' in Artepsicoterapia sono tre:
1. Psicodramma Creativo (PC)
2. Poiesi-Terapia (PT)
3. Icono-Terapia (IT)
Si possono svolgere in due fasi, una 'attiva' ed una 'ricettiva', ma sempre si conclude con una fase 'rielaborativa'.





Silvana Dallera, psicoterapeuta e docente presso il MAR e Claudio Spadoni, ex direttore MAR Ravenna.



Silvana Dallera e Philippe Daverio


LOS COMPORTAMENTOS ALIMENTARIOS EN LA PSICODIETA

 


La psicodietas se originan partiendo de que el comportamiento alimenticio suele ir de la mano con la psicología, y que ambos se influyen mutuamente.
Este tipo de dietas afirman que el factor psicológico es vital tanto en los regímenes de adelgazamiento, como en aquellos para subir de peso. Por ello estas dietas intentan compatibilizar el tratamiento psicológico con el dietético.
Existen varios regímenes incluidos entre las dietas psicológicas, uno de ellos es la llamada Psicodieta. Su autor es  la doctora Silvana Dallera, que junta a Nicola Sorrentinoespecialista en Ciencias de la Alimentación Dietética de la Universidad de Milán, y a la doctora Silvana Dallera, crearon este régimen alimenticio que se basa en una clasificación de los comportamientos alimentarios, asignándole a cada grupo un tipo de dieta diferente, que incluye los alimentos que le sirven de compensación psíquica.
Los comportamientos alimentarios en la Psicodieta, han sido clasificados en los siguientes cuatro grupos:
La psicodietas se originan partiendo de que el comportamiento alimenticio suele ir de la mano con la psicología, y que ambos se influyen mutuamente.
Este tipo de dietas afirman que el factor psicológico es vital tanto en los regímenes de adelgazamiento, como en aquellos para subir de peso. Por ello estas dietas intentan compatibilizar el tratamiento psicológico con el dietético.
Existen varios regímenes incluidos entre las dietas psicológicas, uno de ellos es la llamada Psicodieta. Su autor es el médico italiano Marco Pascalli, que junto a Nicola Sorrentino, especialista en Ciencias de la Alimentación Dietética de la Universidad de Milán, y a la doctora Silvana Dallera, crearon este régimen alimenticio que se basa en una clasificación de los comportamientos alimentarios, asignándole a cada grupo un tipo de dieta diferente, que incluye los alimentos que le sirven de compensación psíquica.

Los comportamientos alimentarios en la Psicodieta, han sido clasificados en los siguientes cuatro grupos:
1. Agresivo
• Características: apuesta por la vida moderna, es carnívoro por excelencia y gusta de las comidas de olor y sabor intenso. Adora el picante y las sustancias estimulantes como el café o el tabaco. Se decanta por los alimentos crujientes porque masticar es para él una forma de canalizar sus tensiones.
• Dieta: La dieta agresiva es a base de alimentos de sabor muy definido. Debe incluir carne de ternera, pollo y conejo. Alimentos crujientes como pan, hinojo, zanahoria, rabanitos, coliflor, brécol y quesos fuertes.
2. Depresivo
• Características. come de forma compulsiva y sin preferencias. Comer es una especie de distracción para él, y cuando se siente triste, solo o aburrido asalta la nevera intentando llenar su vacío interior.
• Dieta: La dieta para el depresivo debe incluir platos que por su volumen sacian el hambre rápidamente, como verduras troceada para ensalada o para sopas. Ensaladas de hojas verdes, pastas, arroz cocido, queso troceado.
3. Regresivo
• Características: se identifica con el eterno adolescente agobiado por problemas o insomnio. Comer le devuelve la paz y el sosiego. Le fascina el azúcar en todas sus formas.
• Dieta: La dieta regresiva por tanto es a base de alimentos dulces. Los dulces y chucherías, han de estar presentes en esta dieta, aunque de forma controlada.
4 Defensivo
• Características: busca en los alimentos una defensa y compensación emocional y al mismo tiempo energía. Al comer siente que recarga sus baterías y que eso le hace menos vulnerable. Para el defensivo la grasa se convierte en una especie de escudo protector (en su imaginación).
• Dieta: La dieta defensiva debe incluir alimentos energéticos como son los hidratos de carbono, preferiblemente complejos (pan, pasta, legumbres, arroz y patatas).
A continuación se describe un menú tipo para cada grupo:
Dieta para el tipo Agresivo
Desayuno: Té con limón y dos tostadas de pan.
Media mañana: Yogur natural con una cucharada de salvado tostado.
Comida: Pasta o arroz con tomate y queso de oveja, coles de bruselas con aceite de oliva.
Merienda: Una pieza de fruta.
Cena: tortilla de dos huevos y ensalada de zanahoria aliñada con aceite de oliva.
Dieta para el tipo Depresivo
Desayuno: Café con leche y biscotes.
Media mañana: Fresas con zumo de limón.
Comida: Verdura de hoja ancha con limón o vinagre, pechuga de pollo a la plancha y una cucharada de aceite de oliva.
Merienda: Zumo de pomelo.
Cena: Sopa de verdura con arroz, espinacas hervidas y una cucharada de aceite de oliva.
Dieta para el tipo Regresivo
Desayuno: Café con leche descremada y dos biscotes con una cucharada de miel.
Media mañana: Yogur natural.
Comida: Arroz cocinado con azúcar, aceite de oliva y hierbas aromáticas, zanahorias al vapor.
Merienda: Yogur natural con trozos de fruta natural de temporada, salvo plátanos, higos, uvas, caquis y frutas secas.
Cena: Requesón, biscotes, hinojo hervido y una cucharada de aceite de oliva, una pieza de fruta.
Dieta para el tipo Defensivo
Desayuno: Café edulcorado y leche descremada con cereales.
Media mañana: Macedonia de manzana y kiwi.
Comida: Pasta con tomate y albahaca, y ensalada de verduras verdes, junto con tomate y aceite de oliva.
Merienda: Yogur natural con trozos de fresa.
Cena: Berenjenas cocidas, una cucharada de aceite


http://linkis.com/www.dienut.com/jUJ7Q )

Arteterapia e arte-psicoterapia, differenti approcci


Principali approcci teorici nelle arti-terapie 

Approcci psicodinamici:
- teoria freudiana psicoanalitica: enfasi sul disvelamento dei contenuti inconsci e sull’insight, Judith Rubin;
- sublimazione e arte-terapia, Edith Kramer;
- simbolismo e arte-terapia: teoria e pratica clinica, Laurie Wilson;
- relazioni oggettuali e arte-terapia Arthur Robbins;
- psicologia del Sé e arteterapia, Mildred Lachman- Chapin;
- psicologia analitica junghianae arteterapia, Michael Edwards;
- cura attraverso le artivisive: un approccio junghiano, Edith Fallace;
- orientamento dinamico e arteterapia, Margaret Naumburg

Approcci umanistici:
- artiterapie creative basate sul modello adleriano, Rose Garlock;
- approccio fenomenologico all’arteterapia espressiva, Mala Betensky;
- Gestalt e artiterapie, Janie Rhyne;
- approccio umanistico all’arteterapia Josef Garai;
- approccio eclettico all’atreterapia, Harriet Wadeson

Approcci comportamentismi, congnitivisti e di sviluppo:
- approccio comportamentista dell’arteterapia, Ellen Roth;
- approccio cognitivista dell’arteterapia, Rawley Silver;
- sviluppo e arteterapia, Susan Aach-Feldman e Carole Kunkle-Miller




Bibliografia ad orientamento PsicoArteterapeutico
- C.G.Jung “Il simbolismo della messa” Boringhieri
- Ernst Kris e Otto Kurz, “ La leggenda dell’artista” Boringhieri
- Giampolo Lai,” Due errori di Freud” ed Boringhieri
- Francesco Bollorino (a cura di), Psichiatria online. Strumenti di ricerca scientifica, comunità terapeutiche, interazione fra medico e paziente, Milano, Apogeo, 1999
- Maurizio Bonicatti, “ Il caso Vincent Willem Van Gogh” ed. Boringhieri
- Sigmund Freud, “L'interpretazione dei sogni”, Roma, Newton Compton Editori, 1980
- Sigmund Freud. “Saggi sull’arte, la letteratura e il linguaggio”, 2 volumi
- Marco Manzoni (a cura di), “Creazione e mal-essere”, Milano, Guerini e Associati, 1989
- Cesare Musatti, “Riflessioni sul pensiero psicoanalitico e incursioni nel mondo delle immagini.” ed. Boringhieri
- Joyce McDougall,” Eros. Le deviazioni del desiderio”, Milano, Raffaello Cortina Editore, 1997
- Carlo Moiso - Michele Novellino,” Stati dell'Io. Le basi teoriche della Analisi Transazionale Integrata”, Roma, Astrolabio, 1982
- Marc Muret, “ Arte-terapia “, Como, RED Edizioni, 1991
- Luigi Pareyson, I problemi attuali dell'estetica, in AA.VV.,”Momenti e problemi di storia dell'estetica”, IV, Milano, Marzorati, 1961
- Roberto Pasanisi,” La forma della bellezza. Intorno alla genesi della lirica moderna: uno studio psicoanalitico”, in "Gradiva" (New York, U.S.A.), VI, 2, 1996, pp. 97-105
- Roberto Pasanisi “ Arteterapia e Training autogeno: un approccio psicoterapeutico integrato”, in "SIPE (Societ‚ Internationale di Psychopathologie de l'Expression) Newsletter" (Paris, France), 21, 2000, p. 4
- Roberto Pasanisi, “ Le muse bendate¯: la poesia del Novecento contro la modernità “, Pisa - Roma, Istituti Editoriali e Poligrafici Internazionali, 2000 (Prefazione di Constantin Frosin; Postfazione di Carmine Di Biase)
- Roberto Pasanisi, Una nuova scuola psicoterapeutica in Italia: l'Arteterapia, in "Psychomedia" (www.psychomedia.it), 12/VII/2001, www.psychomedia.it/pm/arther/art-ther/scuola.htm
- Roberto Pasanisi, L'Arteterapia in Italia, in "Attiva Mente" (www.attivamente.net), agosto 2001, -
- Fritz Perls “ L'approccio della Gestalt. Testimone oculare della terapia”, Roma, Astrolabio, 1977
- Robin Philipp, Evaluating the Effectiveness of the Arts in Healthcare, in Charles Kaye - Tony Blee (a cura di), The Arts in Health Care. A Palette of Possibilities, London and Bristol (Pennsylvania), Jessica Kingsley Publishers, 1997, pp. 250-261
- Gabriele Pulli,” Il mondo della caducità. Il desiderio come linguaggio del tempo in Freud “, Napoli, Liguori, 1982
- Jean-Luc Sudres, “L'Art-Therapie: actualités d'un concept et d'une pratique”, www.centrostudiarteterapia.org/products.htm, 1/V/2001



Silvana Dallera, psicologa, psicoterapeuta, artista        




I - A proposito di...

G. Bachelard " L'intuizione dell'istante - La psicoanalisi del fuoco " Dedalo ed.

Roupnel : " L'istante che ci è appena sfuggito è la stessa morte immensa a cui appartengono i mondi aboliti e i firmamenti spenti. E lo stesso temibile ignoto contengono, nelle stesse tenebre dell'avvenire, l'istante che si approssima a noi ed i Mondi e i Cieli che ancora si ignorano"

Bachelard " ...A meno che la ragione misteriosamente non operi un'interminabile sintesi fra le espliosioni d'essere di cui io sono il teatro e l'attore e che in essa non operi " l'armonia tutta in tensione che il mondo si appresta a realizzare "
...Del tempo ciò che esiste non è mai altro che l'istante in cui viviamo.. In esso possiamo vivere estraneità e sorpresa, meraviglia e protesta, tutte cose che sono al tempo stesso
passato e futuro, riconoscimento e progetto. Niente nel tempo
sfugge a se stesso e niente si riduce a qualche confusa durata senza oggetto. Tutto si esalta nell'insostituibile presenza, alla quale occorre morire per rinascere altrettanto pura in altri oggetti. Solo il tempo-in-ciascuno-dei-suoi-istanti propone l'evidente irruzione del reale...
Bisogna staccarsi dalle costrizioni del desiderio, spezzare il parallelismo volontà/felicità perchè ogni cosa possa subire una metamorfosi. La vita/ non vita è un altrove. Eguale alla vita, la sua assenza/presenza non è che una ingenuità. Si può vivere in stato di metamorfosi permanente...
Quando è la memoria che respira tutti gli odori sono buoni...
L'amicizia non è un sentimento così comune. Ci vuole ingenuità per provarla fino in fondo, il dono del meravigliarsi, il piacere di ammirare : si entra nel mondo ammirandolo, ci vuole volontà sostenuta da dignità, ci vuole generosità.
L'amicizia è per Bachelard l'esperienza di un  metodo
di scoperta e di un mezzo di analisi. L'amicizia, la complicità per le intuizioni, autorizzano un metodo della simpatia. Ciò non può essere spiegato. Si spiega forse la poesia? Una intuizione non si prova, si sperimenta. L'amicizia è più che un sentimento:è una coscienza dei valori.
L'uomo riconosce la felicità fraterna che propone il pensiero vero. Per fortificare un cuore è necessario unire alla passione la morale. Anche la modestia è un metodo di ricerca. Conduce lo spirito ad evitare le trappole dell'autosufficienza. Forma al rispetto. Aiuta ad ammirare. Si allea all'orgoglio della provocazione.

Il pensiero di cui Bachelard ha voluto impadronirsi sopravviene nell'istante. E' un pensiero  "sul punto di"
meravigliato d'una realtà istantanea , penetrato di verità.
La coscienza che ha privilegiato , e che rispecchia uno stupore d'essere, è quella della soglia.
Nella meditazione del tempo Bachelard coglie questa rivelazione d'una soglia che si riapre sempre da capo; che si lascia e si ritrova senza posa.



La solitudine a cui l'istante ci rinvia senza posa, senza posa vi si trova spezzata da questo progresso continuo dello spirito, che trascina nel suo
passo il passo che lo trascina, che spinge davanti a sé la reale presenza che lo spinge. Verso la metà della vita rotti all'esercizio di prenderci gioco di noi stessi, impariamo a consentire non a ciò che siamo, ma a ciò che ci occorre essere per essere. La tensione verso la " purificazione" presuppone la possibilità di sempre nuove nascite, esige che l' istante
strappi la fatalità temporale, che la discontinuità autorizzi avvenimenti sorprendenti.

Se il dolore più crudele è la coscienza dell'avvenire tradito, a questa rivelazione iniziale della sofferenza, a questa rivelazione dell'istante che mi denuda, si associa l'evidenza del tempo, ostinata riserva di stupori.

Ciò che mi spinge a morire è anche ciò che mi dà la
possibilità di rinascere.

L'uomo è la vasta energia della sua trasmutazione ed è così, fino alla morte, il suo proprio futuro. Siamo la libertà d'essere ciò che non siamo. Esseri sempre in avvenire.
Non " ancora " segreti, ma " sempre" segreti. Un'infanzia reale e permanente vive in noi, essa a volte emerge  tardivamente,  nella vecchiaia, quando si attenuano i rumori dell'esistenza. L'infanzia non è un passato, ma un avvenire di perpetuo ricominciamento, una creazione continua, una continua esplosione d'essere. Qui l'immaginazione è una facoltà specifica, ad essa appartiene la funzione dell'irreale che è psichicamente altrettanto utile che la funzione del reale. Non si sfugge alla morte che scegliendola. Non quella dell'essere assoluto, ma quella del tempo umano, la cui irruzione nella nostra esistenza rende possibile il risaltare della vita. La morte del tempo è il vuoto nel quale proiettiamo la nostra libertà, instancabilmente, per nascite impreviste.
L'istante per Bachelard ha un carattere metafisico primordiale. La durata è fatta di istanti senza durata, come la linea retta è fatta di punti senza dimensione.
Dal punto di vista psicologico è solamente nell'istante presente, in esso e per esso, che abbiamo la sensazione di esistere. Vi è identità assoluta fra il sentimento del presente e il sentimento della vita. L'atto, la decisione istantanea, precede l'azione.
Anche Einstein taccia di relatività lo " spazio" di tempo, cioè la " lunghezza " dell'istante. La "lunghezza " dell'istante infatti è relativa al metodo di misurazione.
Anche per Einstein l'istante resta un assoluto, un punto dello spazio tempo. L'istante non ha durata nel suo seno, non ha due facce. Esso è intero e solo. Meditando sull'istante ci si rende conto che il presente non passa. La simultaneità di istanti è chiara, evidente, precisa solo nel qui ed ora.
( concetto di sincronicità ved. Jung ) Diversamente lo potrebbe essere solo nell'etere fisso. Metafisicamente  sembra quindi più prudente uguagliare il tempo al suo fenomeno. La durata in quest'ottica è una polvere di istanti che solo un fenomeno di prospettiva rende più o meno strettamente solidali. La memoria stessa non conserva che l'istante, non conserva assolutamente nulla della durata. Psicologicamente la durata può forse misurare l'attesa, non l'attenzione: l'attenzione è una serie di cominciamenti, essa è fatta di rinascite dello spirito che ritorna alla coscienza.
Il complesso spazio-tempo-coscienza è l'atomismo alla triplice essenza, la monade affermata nella sua triplice solitudine, senza comunicazione con le cose, con il passato, con le anime estranee. In realtà solo il nulla è continuo.  La difficoltà di questa tesi è di evitare le parole prese dalla psicologia usuale della durata.
Nell'orchestra del Mondo vi sono strumenti che tacciono spesso.Il Mondo è regolato su una misura musicale imposta dalla scadenza degli istanti. Se potessimo udire tutti gli istanti della realtà comprenderemmo che non è la croma ad essere fatta con parti di minima, ma la minima che ripete la croma. E' da questa ripetizione che nasce l'impressione di continuità. Ascoltando la sintonia degli istanti si sentono delle frasi che muoiono, delle frasi che cadono e sono trascinate verso il passato. Ma questa fuga verso il passato,
per il fatto stesso che è un'apparenza derivata, è tutta
relativa. Per chi continua ad amare, un amore finito è insieme presente e passato, sofferenza e consolazione e, trascendendo la contraddizione affettiva, un sentimento che dura prende un valore metafisico.
Un ritmo si estingue relativamente ad un 'altra partitura
della sinfonia che continua. Un ritmo che si estingue è il silenzio di un essere che ci lascia mentre tutto il mondo intorno continua a risuonare. Con questo schema comprendiamo quanto vi è di potenziale e relativo in ciò che chiamiamo l'ora presente.
Il concetto di ricchezza d'una musica, d'una vita o di un fenomeno particolare, fondato su un confronto "numerico" con la totalità degli istanti, prende quindi un senso assoluto che non è più la durata-estensione, ma la durata-ricchezza.
Così, quando la materia trascura di essere, la vita trascura di vivere, il cuore trascura di amare, noi perdiamo il Paradiso.
D'altronde anche l'atomo irradia ed esiste spesso, esso utilizza un gran numero di istanti e tuttavia non utilizza tutti gli istanti. La cellula vivente è ancora più avara. Essa non utilizza che una frazione delle possibilità temporali che le consegna l'insieme degli atomi che la costituiscono. 
Quanto al pensiero, è a lampi irregolari che esso utilizza la vita. Tre filtri attraverso i quali troppo pochi istanti giungono alla coscienza.
Perciò noi sognamo un'ora divina che sarebbe tutto: non l'ora piena, ma l'ora completa. L'ora in cui tutti gli istanti del tempo sarebbero utilizzati dalla materia, l'ora in cui tutti gli istanti realizzati dalla materia sarebbero utilizzati dalla vita, l'ora in cui tutti gli istanti viventi sarebbero sentiti, amati ,pensati.L'ora in cui la relatività della coscienza sarebbe cancellata perchè la coscienza sarebbe dell'esatta misura del tempo completo.
Finalmente il tempo obiettivo sarebbe il tempo massimo: quello che contiene tutti gli istanti, il tempo di Dio, la coscienza pura. La coscienza è coscienza dell'istante e la coscienza dell'istante è coscienza. Due formule così vicine che affermano una assimilazione della coscienza pura e della realtà temporale. In meditazione la coscienza ha l'immobilità dell'istante isolato.



Bachelard :" La poetica dello spazio " ( 1987 )

Esiste un momento irripetibile in cui l'uomo entra nel mondo non soltanto con la verità dell'occhio, ma con tutto sé stesso, senza riserve. In quell'attimo egli trasforma la materia "ovvia" dell'elemento naturale, nella materia " libera" del sogno e dell'impresa " senza confini ".  In quell'attimo nasce l'intuizione di un nuovo percorso , quasi un'immagine poetica. Nell'uomo che non teme di essere esiste un luogo speciale , un tempo/spazio illimitato, di insprimibile bellezza.  E' uno spazio dell'anima, più ancora che dello spirito. Un infinito e indeterminato spazio soggettivo e transoggettivo impregnato di vita, di morte, di amore, di natura. Di tempo.
E' uno spazio aperto ai grandi orizzonti del cielo e della terra, delle acque e dei deserti, ed è uno spazio chiuso, raccolto, delimitato dal corpo, dalla casa, dal  rifugio, dal " tempio segreto". Nello spazio della sua "immensità intima" l'uomo cerca il riposo, la dimora, ritrova il piacere di stare con sé stesso. Nel  " guscio " si protegge e  si ascolta.
In questo guscio, in questa  conchiglia levigata e rotonda l'anima si abbandona allo stupore infantile dell'incanto, scopre un universo senza limiti, ed con esso scherza e gioca all' infinito. Quando l'uomo coglie la vita come " traslucida presenza sempre viva" trova la propria sorgente e con gioia si disseta. Da quel momento, rinato all'esistenza ed a sé stesso, nella veglia, nel sonno, nel sogno, egli cercherà un " altrove" ricco di senso, di luce, di forme illimitatamente spaziose. Egli percorrerà strade sempre diverse, alla ricerca della sua sorgente, del suo percorso, del suo oceano in cui perdersi...
 
l'immagine inesprimibile della sua presenza nel mondo..


Silvana Dallera