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ABOUT ME
Anish Kapoor: la realtà che non conosco
Hans Lemmen: la testimonianza di un complesso scavo onirico
Emilio Vedova - Palazzo Reale Milano 2019
Installazione di Silvana Dallera
Anch'io, se ritornerò,
ritornerò con il mio primo amore,
che m'aspetta alla ultima stazione.
Se ne andò mentre nn c'ero, se ne andò perché vivere era troppo fangoso.
Nn sono un vigliacco, mi disse.
Ci vuol molto coraggio per vincere l'istinto di sopravvivenza.
Ci baceremo ancora all'ultima stazione
,come quella sera d'inverno in fondo al tram n 31, in una magica Torino.
Così belli, così felici, così vicino.
SD
Installazione
di Silvana Dallera
#silvanadallera
EIKON artmagazione - Silvana Dallera - Premio Tiziano - La percezione psicologica nell'arte
La Bellezza è anche una necessità ontologica, che fonda le particolarità sensibili del mondo.
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| Edith, Stampa fotografica lambda, postproduzione, Silvana Dallera, 70x50, 2012 |
#silvanadalleradigitalgraphic
“L’uscita di Cristo dal Vaticano” Daniele Galliano
“L’uscita di Cristo dal Vaticano”
2020, oil on canvas, cm 100x350
Daniele Galliano
L'opera di Chicca Regalino
In questa potente opera l'artista Chicca Regalino rappresenta la frammentazione dell’uomo e dell’arte, nelle molteplici sfaccettature che ne hanno segnato la storia. La figura umana, di carne viva e di un incarnato rosaceo, evoca, nei colori, violenza e candore. Lo sguardo sgranato e privo di emozioni fa pensare che dietro le celesti pupille viva un automa. In un’epoca in cui l’uomo è prossimo, per sua stessa mano, ad un impari confronto con l’intelligenza artificiale Chicca Regalino suggerisce una riflessione profonda anche attraverso l’evocazione di quei movimenti che nel passato hanno esaltato, cosi come denunciato, i rapidi -e incontrollati- cambiamenti della società. Dal tentativo di fissare l’uomo nel suo slancio verso il progresso compiuto da cubisti e dei futuristi, al nuovo realismo degli assemblaggi scultorei di Cesar, che denunciavano l’incessante consumo ed accumulo di oggetti, alle provocazioni fotografiche di Cindy Sherman, legate alla manipolazione del proprio volto. Il denominatore, che ci conduce sino all’opera della Regalinoi, vuole suggerire una riflessione su cosa vi sia di celato, -se non soffocato- sotto questi costrutti e quanto essi siano realmente necessari.
Questo processo di offuscamento dell’elemento originario viene rafforzato dal processo di realizzazione dell’opera che viene impostata al buio, laddove la forma è pura, è portata a compimento alla luce, non solo ambientale bensì della ragione e dei suoi condizionamenti.
contenuto critico di Silvana Dallera





























